Anello adattatore con o senza chip?

Anello adattatore con o senza chip? Molti si pongono sempre questa domanda, facciamo un po’ di chiarezza!

Anello adattatore senza chip

Per chi non ha una macchina con focus peaking, quindi una mirrorless con mirino elettronico, ed è alla ricerca di un anello adattatore per qualsiasi tipo di obiettivi vintage, arriverà il momento di sceglire se acquistare un anello con chip di conferma di MAF(*) o un anello senza chip.

Qual’è il mio consiglio? Dipende dagli usi!
Ho avuto diversi anelli adattatori per Canon EOS 60D e 30D sia con che senza chip e quindi mi sono fatto un’idea di cosa significa avere dei contatti elettrici sull’anello adattatore.

Piccola premessa: con o senza chip non avrete MAI la messa a fuoco automatica dell’obiettivo, ne avrete mai il controllo dell’apertura dei diaframmi dalla macchina stessa.

Partiamo dal presupposto che esistono due tipi di chip, quello programmabile e quello non programmabile, nel primo caso potremo modificare nelle impostazioni della macchina l’apertura (senza modificarle automaticamente anche sull’obiettivo), nel secondo caso, il chip comunicherà alla macchina un valore fisso di apertura (in quello da me provato era di 1.2) che non potrà essere modificato. Consiglio di scegliere un chip programmabile, perché ho sempre notato che, con quello non programmabile da me posseduto, l’esposimetro impazziva totalmente facendo uscire foto sovraesposte o sottoesposte. Meglio investire in un anello con un buon chip programmabile, informandosi presso il venditore o dando un occhio alle recensioni del prodotto, piuttosto che prenderne uno non programmabile che potrebbe dare solo problemi.

Per chi è un videomaker è importante avere il chip, perché senza di esso non si potrà attivare la modalità video della propria Canon EOS (prendo questa come riferimento perchè oltre che Sony Nex non ho provato altri sistemi), quindi consiglio assolutamente di prendere un anello adattatore con chip, di buona qualità e programmabile, per chi ha intenzione di usare l’obiettivo vintage manual focus per fare video, anche perché è facile convertire una vecchia lente per reflex in una cinema.

Per chi scatta senza mai utilizzare la modalità video allora sarà inutile acquistare un anello con chip, quest’ultimo, per quanto possa sembrare utile per la conferma di messa a fuoco, non è preciso e quindi la nostra foto, fidandoci solo del chip, non sarà assolutamente a fuoco, dovremo sempre regolarne noi la messa a fuoco con quella tolleranza d’errore tipica di quest’aggeggio infernale.
Infatti ho avuto due anelli adattatori Contax Yashica per Canon EOS, uno con ed uno senza, e fidandomi del chip le foto non erano mai a fuoco quanto lo erano utilizzando il live view, con ingrandimento, o utilizzando semplicemente il mio occhio ormai troppo allenato alla messa a fuoco manuale su mirini moderni.

Quindi, per chi ama fare video con la propria reflex, la scelta dell’anello adattatore con un buon chip programmabile è obbligata, invece per chi non gira video con la propria reflex allora la scelta deve, a mio avviso, ricadere su un anello senza chip.
Per chi usa molte lenti vintage consiglio di cambiare il vetro di messa a fuoco, ad esempio per Canon 40D, 50D e 60D, così come per la 5D Mk2, 5D Mk3 e 6D è possibile acquistare dei vetri di messa a fuoco della serie s (EF-S per APS-C e EG-S per Full Frame) che aiutano tantissimo nella messa a fuoco manuale in step down con obiettivi più luminosi di f2.8. Questi vetrini di messa a fuoco esistono anche per altre marche come Nikon e Pentax, vi sono anche non “di marca” che implementano la famosa mezzaluna tanto utilizzata nelle macchine fotografiche a rullino.

*Per MAF intendiamo la Messa A Fuoco.

Grazie per la lettura

Fotografia Economica

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